2.6.18

DUE RARI CIMELI STORICI TROVATI IN CASA BELFI “TESTA” DI VODO DI CADORE

Il mio amico Giovanni Battista (Tito) Belfi “Testa” di Vodo di Cadore mi ha fatto vedere le foto di due medaglie, da lui trovate in casa, e che ritengo abbastanza rare.
Una proviene da Venezia e l’altra da Vienna, la prima è una medaglia commemorativa del risorgimento veneto del 1848  e la seconda  una onorificenza militare dell'Impero Austro-Ungarico del periodo 1914-17.

Quella di Venezia è una medaglia relativa alla commemorazione del cinquantesimo anniversario dei “fatti memorandi del 1848” quando “colla rivoluzione e coll’eroica difesa, Venezia nel 1848-49 ebbe nella storia del risorgimento una pagina d’onore che mai si cancellerà”.


(Le foto della medaglia di Belfi sono di cattiva qualità e quindi ho cercato su Internet quelle sopra riportate che hanno una migliore risoluzione.)

Le suddette parole virgolettate sono contenute nel verbale di deliberazione del Consiglio Comunale di Venezia del 19 gennaio 1898, verbale inedito che il Sig. Belfi ha recuperato e che di seguito qui riporto.
Nella relazione introduttiva della delibera si preannuncia la costituzione di un Comitato di cittadini. Tra i rappresentanti dei giornali è nominato il più famoso cittadino di Vodo di Cadore, il fondatore del Gazzettino di Venezia Gianpietro Talamini (1845-1934).
Al punto VI della delibera si trova la disposizione “di coniare una medaglia commemorativa della rivoluzione e della difesa predetta da consegnarsi gratuitamente ai veterani del 1848-49 che vi presero parte onoranda”.
È quindi lecito supporre che ad un antenato di Tito Belfi sia stata consegnata la medaglia suddetta per aver partecipato ai fatti d’arme in Cadore, sotto il comando di Pietro Fortunato Calvi, la cui biografia (della Treccani) è qui richiamata:


La medaglia fu coniata dalla famosa ditta Johnson, fondata nel lontano 1830 e oggi ancora esistente:


Una curiosità, la Johnson fu la ditta dove iniziò a lavorare il giovane incisore Leonardo Del Vecchio, che poi passò dalle medaglie agli stampi per occhiali.

La medaglia reca sul retro la seguente scritta (Ho sostituito la V latina di certe parole con U):

VENEZIA
SPEZZATE LE SUE CATENE
RESISTENDO
ALL’AUSTRIA E AL DESTINO
RISORSE DEGNA
DI SÈ STESSA E D’ITALIA

IN MEMORIA
IL CONSIGLIO MUNICIPALE
MDCCCXCVIII

Fotocopie della delibera del Consiglio Comunale di Venezia del 19 gennaio 1898.
(cliccare sulle immagini per ingrandire)

Sindaco dell’epoca era il conte Filippo Grimani che era stato eletto il 15 novembre 1895. Carica che mantenne per quasi venticinque anni fino al 25 ottobre 1919. In qualità di sindaco diede forte impulso all'Esposizione internazionale d'arte e si prodigò per la difesa della città lagunare durante la guerra.

 









Invece la medaglia di Vienna fa parte delle onorificenze dell’Impero Austro-Ungarico ed è così descritta da Wikipedia:

In essa si trova l'iscrizione tedesca "DER TAPFERKEIT" ("IL CORAGGIO”). L'esemplare di Belfi è in argento, ritengo possa trattarsi della versione 1914-1917 che viene così descritta: Ritratto di Francesco Giuseppe I (volto a destra, con barba) (versioni oro, argento prima e seconda classe, bronzo)

Belfi mi ha riferito di non conoscere il motivo per cui detta medaglia sia stata trovata in casa ed io non posso aggiungere niente al riguardo.

Infine Tito mi ha consegnato la fotocopia dell'Encomio solenne conferito in data 20 ottobre 1917 a suo padre Belfi Giovanni Maria, classe 1893, caporale maggiore nel 7° Reggimento Alpini, con la seguente motivazione:

«Essendo il proprio reparto vivamente attaccato da forze avversarie, con coraggio e in terreno scoperto, controbatteva con la propria mitragliatrice il fuoco del nemico, obbligandolo a ritirarsi.
- Valbona di Travenanzes, 30 luglio 1916»


Concludendo, si può affermare che la famiglia Belfi “Testa” di Vodo ha ben meritato del Risorgimento e della Patria.

Giancarlo Soravia

Venas di Cadore, 2 giugno 2018