8.2.09

TECNOLOGIA BOTANICO-FORESTALE = LETTERA R

Nome Botanico

Rhamnus catharticus-Linn. - Rhamnus cathartica-Koch - Cervispina cathartica-Moench - Spina infectoria-Matt.

Nome Italiano

SPINO CERVINO — RANNO CATARTICO — RAMNO CATARTICO.

Nome Vernacolo

Biscòrz - Spin negro - Maràsca - Maras-cèra salvarega - Mareselva.

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Ramnus, dal greco rhabdos, bacchetta, allusione ai suoi rami delicati e flessibili.
Questa pianta, che viene qui impiegata nelle siepi vive, raggiunge l'altezza di 2 a 3 metri e un diametro alla base di 10 a 15 centimetri e cresce fino all'elevatezza di metri 1100 dal mare, preferendo un terreno argilloso-calcareo e un'esposizione ombreggiata. Si propaga mediante semina e barbatelle e giunge al massimo suo sviluppo in 20 a 30 anni vivendone 70 a 90.
Il legno di un colore giallognolo, che va mano mano facendosi rossiccio verso il midollo, solido, duro, a fibra fina, è buono per legna da bruciare, e, quando raggiunge una grossezza bastevole e specialmente quello delle radici, viene utilizzato in lavori minuti dallo stipettaio, dal tornitore, dall'intagliatore e dall'intarsiatore.
La scorza fresca tinge in giallo e l'asciutta in bruno e serve coll'aggiunta di determinati reagenti a colorire le lane, la seta, il cotone, la carta e le pelli.
I bestiami da pascolo mangiano le foglie assai volentieri.
Col frutto in Francia si prepara il verde vescica, tanto rinomato in commercio, e nel Bellunese un inchiostro sufficientemente buono. Di più colle bacche immature si colorano in giallo e in verde la lana, il cuojo e la carta, e colle mature in rosso scarlatto e in bruno. Questi frutti, o nuculani, maturi contengono un principio neutro amaro, la catertina, purgativa, drastica, che può cagionare dei disturbi se presa in dose impropria.
Il seme matura in Settembre, restando nelle bacche attaccato ai ramoscelli sino in primavera: conservato il seme estratto dalle bacche nella sabbia durante l'inverno, viene seminato in primavera dopo infuso in un bagno d'acqua per 48 ore; la semente coperta 6-8 millimetri di terra e di quando in quando inaffiata, germina durante l'estate o nella successiva primavera.
Il peso d'un decimetro cubico di legno secco è di chilogrammi 0,759.

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Nome Botanico

Rhamnus Frangula-Linn. - Frangula vulgaris-Borkh. e Reich. - Frangula Alnus-Mill.

Nome Italiano

FRANGULA — PUTINE.

Nome Vernacolo

Sàngol - Sangonèla - Sanguinèla - Pissasàn - Pissacàn - Conostrèla.

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Questa pianta sparsa qui in Provincia come il Rhamnus catharticus raggiunge l'altezza di 2 a 3 metri con un diametro alla base di 4 a 6 centimetri; cresce fino all'elevatezza di metri 1150 dal mare, preferendo un terreno piuttosto umido, calcareo, argilloso, sabbionifero e un'esposizione riparata. Si propaga mediante semina e barbatelle e raggiunge il massimo suo sviluppo in 20 a 25 anni, vivendone 80 a 90.
Il legno fragile, poroso, a fibra fina e corta, di un colore rossiccio, giunto a qualche grossezza potrebbe servire allo stipettaio e all'intagliatore per lavori minuti. È tenuto come cattivo combustibile.
La scorza fresca con l'allume può servire a preparare una tintura rossa e colla potassa la gialla per la lana; nei tempi andati adoperavasi il libro a fare decotti, ritenuti purgativi. Cotta nel latte distrugge la rogna dell'uomo, e nel burro quella delle pecore e dei cani.
Le foglie vengono mangiate dalle pecore e dai bovini.
Le api succhiano dai fiori l'umore mieloso.
Il frutto contiene pure una materia colorante in giallo e la catertina, e spremuto dà dell'olio da lume.
Il seme matura in Settembre e Ottobre; la semina avviene come pel Rhamnus catharticus; quello seminato in autunno germina nel successivo Maggio, e quello seminato in primavera dopo un anno.
Il carbone si preferisce ad ogni altro nella fabbricazione della polvere pirica, e su tale proposito si legge in Baudrillart - Dizionario generale acque e foreste - che il Governo francese nel 1709 proibiva ai fabbricatori di panieri e ad altri di adoperare tale pianta sotto pena di 300 franchi e della confisca del corpo e del mezzo di colpa.
Un decimetro cubo di legno secco pesa chil. 0,628.

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Nome Botanico

Rhamnus Paliurus-Linn. - Zizyphus Paliurus-Willd. - Paliurus aculeatus-Lamck. - Paliurus australis-Roem. et Schul.

Nome Italiano

MARRUCA - GIUGGIOLO SELVATICO - PALIURO.

Nome Vernacolo

Spin Capeleto.

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Quest'arboscello di 2 a 3 metri, in questa provincia lo si trova coltivato nelle siepi della Feltrina e del Bellunese sino all'elevatezza di 400 metri dal mare. Preferisce un terreno calcareo-argilloso e un'esposizione meriggiana.
Il legno per le sue limitate dimensioni non viene qui adoperato che per legna da fuoco.
La decozione delle foglie e delle radici era vantata come giovevole nei flussi di ventre e l'uso del frutto per facilitare l'espettorazione.
Il nome di Paliurus deriva dai vocaboli greci palin (a rovescio) e ouros (riparo), allusione ad una delle spine curva alla base ed alla specie atta a far siepi.

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Nome Botanico

Rhododendron Chamaecistus-Linn.

Nome Italiano

RODODENDRO FALSO-CISTO.

Nome Vernacolo

Tamarisighe - Sloda mata.

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Rhododendron deriva dal greco rhodon - rosa e dendron - albero.
Questo frutice, di nessuna importanza, cresce specialmente nelle esposizioni meridionali e rocciose, sino all'elevatezza dal mare di 1200 metri. Lo trovai abbondante sul monte Belvedere di Longarone e nella valle di Taibon nell'Agordino.

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Nome Botanico

Rhododendron ferrugineum-Linn.

Nome Italiano

RODODENDRO FERRUGINOSO — RODODENDRO ALPINO.

Nome Vernacolo

Ambiei - Càure - Dambiei - Fior della rosa - Fior de Santantonio - Giavàtoi - Lapin - Nambiei - Pich - Rausiè - Rausiè mato - Rosa mata - S-ciòpole - Senis-ci - Sciòcoi - Tamarisighe.

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Questa pianta è comunissima in questa Provincia, trovandosi in tutti i monti all'altezza dal mare di 1000 sino a 2000 metri. Raggiunge l'altezza di 40 a 60 centimetri e un diametro alla base di 6 a 8 millimetri. Alligna in terreni asciutti e in qualunque esposizione e si propaga mediante semina e tocca il massimo suo sviluppo in 6 a 10 anni, vivendone 15 a 20 per la sostituzione di nuovi rimessiticci.
Destinata dalla natura a vestire e a tener fermi i terreni sterili, franosi delle più alte falde dei monti, questa pianticella non viene adoperata che in caso di estrema deficienza di combustibile e per strami dai pastori nelle loro cascine e stalle.
Le gemme infuse nell'olio danno il così detto olio di marmotta, antireumatico.

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Nome Botanico

Rhododendron hirsutum-Linn.

Nome Italiano

RODODENDRO IRSUTO - BALSAMO ALPINO.

Nome Vernacolo

Ambiei - Càure - Dambiei - Fior della rosa - Fior de Santantonio - Giavàtoi - Lapin - Nambiei - Pich - Rausiè - Rausiè mato - Rosa mata - S-ciòpole - Senis-ci - Sciòcoi - Tamarisighe.

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Questo frutice, pure comunissimo, si comincia a trovarlo nella parte settentrionale di questa Provincia all'elevatezza di 450 metri dal mare, come nella valle Desedan di Longarone. Non offre maggiori vantaggi del Rhododendron ferrugineum.

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Nome Botanico

Rhus cotynus-Linn.

Nome Italiano

COTINO - SCOTANO - SOMMACO - CAPECCHIO.

Nome Vernacolo

Rus.

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Questo frutice dl 2 a 3 metri cresce qui coltivato per ornamento nei giardini sino all' elevatezza dl metri 400 dal mare, per l'elegante aspetto dei suoi frutti somiglianti a penne d'uccelli, che venivano adoperate un tempo dalle donne per adornarsi. Si propaga facilmente per barbatelle e margotti, e difficilmente per seme.
Il legno, pel suo giallo venato in verde, potrebbe servire nei minuti lavori di tornio. Tutte le parti di questa pianta contengono una materia colorante per le stoffe, conosciuta fino dai tempi di Plinio. Il legno del fusto e dei rami tingono in giallo, e le radici e le foglie in rosso. Le foglie, di più, ricche di tannino, disseccate e polverizzate servono ottimamente per la concia delle pelli, e nel limitrofo Tirolo italiano se ne fa grande commercio vendendole a Cent. 8 a 10 al chilogrammo.
Il nome di Rhus, e Rhous in greco, deriva dalla parola celtica rhud (rosso) pel colore che i frutti e le foglie presentano in autunno.

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Nome Botanico

Rhus typhium-Linn.

Nome Italiano

SOMMACO PELOSO.

Nome Vernacolo

Rus.

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Questa pianta di 4 a 5 metri d'altezza, con un diametro alla base di 15 a 18 centimetri, si trova qui sparsa nei fondi a coltura agraria e specialmente nei giardini per semplice ornamento, sino all'elevatezza dal mare di 500 metri. Si propaga mediante semina, ma più facilmente per margotte e barbatelle, e giunge al massimo suo sviluppo in 20 a 30 anni, vivendone 50 a 60. Benchè le parti di questa pianta contengano materia colorante (non però quanta il Rhus cotynus) non se ne fa in Provincia alcun uso.
Il peso d'un decimetro cubo di legno secco è di chilogrammi 0,492.

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Nome Botanico

Ribes Grossularia-Linn. - Ribes uva crispa-Dec. - Ribes vulgare-Koch - Grossularia uva crispa-Scop. - Grossularia vulgaris-Spach.

Nome Italiano

UVA SPINA.

Nome Vernacolo

Ua spinèla - Ua spinarola - Parasolèr - Pirasolèr - Perusolèr - Parasolai - Perosolèr - Perasolèr - Paresolài - Paresolèr - Pelosèr - Ribes-pelos - Ribes - Ribis - Ribis-spinos - Spinèla.

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Questo frutice si trova sparso nei boschi della Provincia sino all'elevatezza di 1200 metri dal mare. Le bacche vengono mangiate dagli uomini fresche e in acquavite. Dicesi che immature, cotte con la panna possano servire come legume e fatte bollire collo zucchero e conservate in bottiglie bene otturate, diano una conserva eccellente. Col succo spremuto ottengonsi i prodotti degli altri ribes. Anche i rami e le foglie di questa pianta tingono le stoffe di lana preparate.
Il seme matura in Luglio; lo si semina come il Ribes rubrum e germina nella seconda primavera.

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Nome Botanico

Ribes nigrum-Linn.

Nome Italiano

RIBES NERO.

Nome Vernacolo

Ribes negro - Ua-ribes negra.

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Questo frutice è specialmente coltivato nei poderi agrari e lo si trova sino in quelli di Pieve di Cadore all'elevatezza di 900 metri dal mare.
Le gemme danno un sapore gradito al vino e alla birra.
Le foglie scottate nell'acqua e tosto essiccate si adoperarono come un the contro l'artritide, motivo per cui questo frutice venne anche chiamato arbusto artritidico.
Le bacche vengono mangiate tanto fresche che infuse nell'acquavite e danno un colore violetto. Col loro succo si ottengono quasi i medesimi prodotti
che con quello del Ribes rubrum; danno inoltre colla distillazione, unite al Rhum e a certe droghe, una specie di ratafià.
Il seme matura in Agosto e lo si semina come il Ribes rubrum.

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Nome Botanico

Ribes rubrum-Linn.

Nome Italiano

RIBES COMUNE — RIBES ROSSO.

Nome Vernacolo

Ribes - Ribesèr - Ribes rossa - Ua-ribes - Ua-ribis - Ua salvaria - Ua de San Duane - Uela - Asie - Asièr - Asiài - Asies.

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Questo frutice sparso nei boschi di tutta la Provincia sino all'elevatezza di 1400 metri dal mare, lo si trova più che sia coltivato negli orti e ne' giardini.
Il legno giovane e la corteccia tingono le stoffe in bruno.
Le bacche acidule, refrigeranti e addolcenti contengono acido malico e citrico e una buona quantità di pectina, che colla cottura si trasforma in una gelatina ricercata come alimento. Per le proprietà astringenti, calmanti e fortificanti, la medicina s'è impadronita di questo ribes. - Le bacche si mangiano crude e servono nelle pasticcerie per le conserve, pei gelati, per far vino, aceto ed acquavite.
Per ottenere il vino suggeriscono di mescolare il succo spremuto con una eguale quantità d'acqua, aggiungendovi per ogni litro 250 grammi di zucchero; di lasciar fermentare in un vaso per 40 giorni questo miscuglio e di lasciarlo riposare, bene otturato che sia, per circa sei mesi; finalmente di porlo in bottiglie, nelle quali si conserva per molti anni, acquistando sempre maggior forza. Coll'aggiungere ad ogni litro di succo 62 grammi di zucchero si è ottenuto dell'alcool e colle bacche delle piante selvatiche si tinsero in giallo le stoffe
I fiori vengono ricercati dalle api.
Il nome di Ribes dato dagli Arabi ad un Rabarbaro acido (che è il Rheum ribes) venne da Rauhin applicato per errore a questa pianta.
Il seme matura in Giugno e Luglio; si può seminarlo subito dopo la maturazione o nella successiva primavera, coprendolo con uno strato di 6-7 millimetri di terra; germina dopo un anno.

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Nome Botanico

Robinia Pseudo-Acacia-Linn. - Pseudo-Acacia vulgaris-Duham.

Nome Italiano

ROBINIA - ACACIA - ROBINIA FALSA GAGGIA - FALSA ACACIA.

Nome Vernacolo

Cassia - Acassia - Robinia - Gaja - Gazìa.

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Questa, pianta, che prese il nome da Robin, semplicista del Re Luigi XIII, il primo che la trasportò nell'anno 1615 dall'America a Parigi credendola la vera Acacia, è nativa della Virginia ed è qui sparsa nei terreni non oltrepassanti l'altitudine di 800 metri dal mare; raggiunge l'altezza di 10 a 12 metri e un diametro alla base di 40 a 50 centimetri, e preferisce un terreno fresco, sciolto, grasso e irriguo, ed una esposizione assolata. Si propaga mediante semina, piantagione e barbatelle, e giunge al massimo suo sviluppo in 50 a 60 anni, vivendone 80 a 100.
Il legno giallognolo, duro, poroso, a fibra fina e corta è piuttosto fragile; quale combustibile, buonissimo; viene adoperato dal carradore principalmente nelle fabbriche urbane, in lavori sotterra e sott'acqua, per pali da vite e nelle costruzioni navali.
Col legno delle radici si costruiscono mobili eleganti e di un vago marezzo, e con la loro scorza mista all'allume si ha un color giallo.
Le foglie somministrano un eccellente foraggio ai bestiami. Bohadsch assicura che le vacche, le quali si sono cibate di queste foglie somministrarono una maggiore quantità di latte, e che questo alimento è più sugoso di quello del trifoglio e della cedrangola.
Dai fiori le api succhiano il nettare per il miele. Questi fiori sono ammollienti, aromatici, antisterici e posti in infusione o in decozione se ne ricava un' acqua distillata che si usava nelle pozioni e nei giulebbe. Nella Toscana vengono mangiati fritti dopo essere stati investiti di pane gratuggiato e rosso di uova, appunto come qui si fa dei fiori di zucca.
Il legume viene adoperato al Cairo nella preparazione dei cuoi.
Colle fibre corticali si fabbricano dei tessuti elastici e solidi e dei cordami ordinari.
Il seme matura in Settembre ed Ottobre, restando racchiuso nei legumi attaccati ai rami fino in primavera dopo un bagno nell'acqua di 48 ore, lo si semina in primavera coprendolo con 6-7 millimetri di terra, tenendolo all'occorrenza umettato, e germina in 15 giorni circa.
Il peso d'un decimetro cubico di legno fresco è di chilogrammi 1,066, secco chilogrammi 0,652.
La forza calorifera del legno, ragguagliata su 100, è 72.

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Nome Botanico

Rosa alpina-Linn. - Rosa glandulosa-Bellard. - Rosa inermis-Mill. - Rosa pendulina-Reich.

Nome Italiano

ROSA ALPINA.

Nome Vernacolo

Rosèr de montagna - Rosa alpina - Rosa de mont.

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Questa rosa che cresce sui nostri monti sino all'elevatezza di 800 a 1600 metri dal mare, si distingue dalle altre per non aver spine e per somministrare allo stipettaio il bel legno delle radici, duro, compatto, di fibra finissima, marezzato, che riceve perfetta pulitura. Essa abbonda specialmente nel bosco di Cajada in Comune di Longarone e in quelli della vallata di S. Lucano nel Comune di Taibon.

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Nome Botanico

Rosa arvensis-Linn. - Rosa serpens-Jacq. et Willd. - Rosa dumetorum-Guss. - Rosa sylvestris-Herm. - Rosa scadens-Moench - Rosa herporhodon-Borkh.

Nome Italiano

ROSA DEI CAMPI.

Nome Vernacolo

Rosèr.

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Questa pianta, che si trova nei boschi e nelle siepi non offre alcuna utilità così da doverne far menzione.

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Nome Botanico

Rosa canina-Linn.

Nome Italiano

ROSA DI MACCHIA - ROSA CANINA.

Nome Vernacolo

Stropacùl - Stropacùi - Stropacù - Spin da stropacui - Spin revèrs - Stropacùs - Rosoler mat - Rosoler salvaregh.

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Questa pianta sparsa in tutta la Provincia, sino all'elevatezza di 1500 metri dal mare, raggiunge l'altezza di 1 a 2 metri e un diametro alla base di 3 a 6 centimetri. Preferisce un terreno calcareo asciutto e un'esposizione meriggiana. Si propaga mediante semina e barbatelle e giunge al suo massimo sviluppo in 8-10 anni, vivendone 15 a 20. Nel Giornale della Società Orticola di Lombardia dell'anno 1876 si legge che in Hildersheim in Germania esiste ancora addossata all'antica chiesa una pianta di Rosa canina, che daterebbe nientemeno che da Carlomagno e che anzi, secondo la tradizione sarebbe stata piantata dallo stesso eroe. Il tronco sarebbe della grossezza di quasi il corpo d'un uomo, diviso in 5 rami pei quali mantengonsi appositi sostegni. Si dice inoltre che un Vescovo di nome Hepilo, negli anni tra il 1154 e il 1179 fece per il primo sostenere i rami dell'albero - fatto questo menzionato nei cartolari della Chiesa - e che di più dalla stessa fonte si conoscerebbe come verso il 1120 tale pianta fosse considerata quale meraviglia del paese!
Il legno di un colore giallo, tenace, di fibra fina e lunga con midollo grosso, viene adoperato, oltre che per legna da fuoco, per denti da rastrelli, e usato dal tornitore in lavori minuti.
La scorza dà una tintura giallo-sporca.
La radice e il legno tingono in bruno e quella è ricercata dal rimessajo.
Le foglie vengono mangiate dalle capre e dalle pecore.
Dai fiori le api succhiano il miele. Dicesi che i Tartari preparino coi rami e le radici tagliuzzate un the, ed i Russi, con i petali, dell'acquavite, nonchè aceto, miele, sciroppo, olio e pomata di rose. In passato tenevasi il bedeguaro (che è quel riccio prodotto dal Chynips rosae), per un rimedio contro il flusso di ventre e contro il gozzo e lo si poneva come sonnifero nella culla dei bambini.
I frutti rammolliti vengono mangiati dai fanciulli; seccati ed abbrustoliti si tentò surrogarli al caffè; mediante la fermentazione, si ottiene il così detto vino-piccolo e dell'aceto; colla distillazione anche dell'alcool, e finalmente, puliti dai semi, li si usarono in diverse vivande preparati con zucchero, aceto e cannella.
Il seme matura in Settembre e Ottobre; seminato in Aprile alla profondità di 6-7 centimetri germina nella prossima o seconda primavera.
Un decimetro cubico di legno secco pesa chilogrammi 0,865.

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Nome Botanico

Rosa cinnamomea-Linn. - Rosa majalis-Herm. - Rosa collincola-Ehrh. - Rosa fraxinifolia-Borkh.

Nome Italiano

ROSA CANNELLA.

Nome Vernacolo

Rosèr.

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Questa pianta molto rara non offre maggior interesse delle altre rose.

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Nome Botanico

Rosa lutea-Willd. e Mill. - Rosa Eglanteria-Linn.

Nome Italiano

ROSA GIALLA.

Nome Vernacolo

Stropacùl - Stropacùi - Stropacù - Spin da stropacui - Spin revèrs - Stropacùs - Rosoler mat - Rosoler salvaregh.

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Per questa pianta vedi quanto s'è detto pella Rosa canina ed aggiungi che co' suoi frutti si può preparare una confettura chiamata conserva di cinorodonte.

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Nome Botanico

Rosa muscosa - Ait. e Herm.
(N.B. Varietà della ROSA CENTIFOLIA-Linn.)

Nome Italiano

ROSA MUSCOSA.

Nome Vernacolo

Rosèr.

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Questa rosa si trova nei giardini delle vallate Bellunese e Feltrina sino all'elevatezza di 500 metri dal mare. Non offre alcuna utilità oltre all'ornamento pel quale viene coltivata.

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Nome Botanico

Rosa Pimpinellifolia-Linn. - Rosa spinosissima-Burgs.

Nome Italiano

ROSA BIANCA.

Nome Vernacolo

Roser - Roser da rose bianche.

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Questa rosa coltivata nei giardini non offre che l'utilità dei suoi fiori per confezionare acque odorose. Dicono che con i frutti si fecero delle minestre.

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Nome Botanico

Rosa villosa-Linn.

Nome Italiano

ROSA VELLOSA.

Nome Vernacolo

Stropacùl - Stropacùi - Stropacù - Spin da stropacui - Spin revèrs - Stropacùs - Rosoler mat - Rosoler salvaregh.

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Per questa pianta si veda quanto s'è detto della Rosa canina e solo aggiungesi che i suoi frutti venivano un tempo usati in medicina sotto il nome di Fructus Cynobati.

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Nome Botanico

Rosa vulciginosa-Linn.

Nome Italiano

ROSA VULCIGINOSA.

Nome Vernacolo

Stropacùl - Stropacùi - Stropacù - Spin da stropacui - Spin revèrs - Stropacùs - Rosoler mat - Rosoler salvaregh.

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Per questa pianta vedi quanto s'è detto pella Rosa canina, che per poco diversifica, e solo aggiungi che gode la preferenza sull'altre rose come pianta d'ornamento e che i campagnuoli di alcune contrade tedesche preparano colle foglie un the che non è punto disgustoso.

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Nome Botanico

Rosmarinus officinalis-Linn.

Nome Italiano

ROSMARINO - ROMERINO.

Nome Vernacolo

Rosmarin - Osmarin.

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Questo frutice coltivato qui pegli usi della cucina, nella condizionatura di carni e di pesci, si trova in questa Provincia nei giardini sino all'elevatezza persino di 380 metri dal mare. Somministra un olio essenziale di color ambra, di cui la medicina e i profumieri fanno uso. Le api sono attratte dall'odore aromatico canforoso della pianta ed è a questo che si attribuisce generalmente la bontà del miele detto di Narbona e Mahon. Gli abitanti delle coste della Dalmazia adoperano questa pianta per combustibile.
Il nome di Rosmarinus deriva dal latino ros marinus (profumo del mare), allusione ai siti vicino al mare ove cresce principalmente questo frutice.

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Nome Botanico

Rubus fruticosus-Linn. e Berth.

Nome Italiano

ROVO COMUNE — ROVO DI MACCHIA — ROVO FRUTICOSO.

Nome Vernacolo

More - Mojèr - Moi negher - Smoi negher - Moèr - Mores - Mores negre - Moe negre - Morer negro - Murighe - Mujer negre - More de spin - More de rosa - Murighèr - Muje negre - Morei - Roèr - Roai - Roajèr - Roa.

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Questo arbusto di metri 1 a l½ che cresce qui nei boschi e specialmente nei terreni incolti esposti a mezzogiorno sino all'elevatezza di 1500 metri dal mare e più, si propaga mediante semina, mettendo nuovi rimessiticci ogni 2 anni.
Il legno bianco al taglio e bruno al midollo, tenace, di fibra lunga e fina, in mancanza di miglior combustibile serve per legna da fuoco.
Le foglie, mediante processi, danno delle tinture e coi pampini in primavera si ha una decozione che si adopera per gargarismo nelle infiammazioni di gola.
Dai fiori le api ritraggono alimento abbondante.
I frutti che si mangiano, servono nella confezione di conserve, a tingere i vini bianchi. Nella Provenza si traggono acquavite ed aceto, e qui da noi si prepara un sciroppo usato in medicina. Secondo alcuni scrittori si ottiene l'aceto assai forte e d'un gusto speciale facendo essiccare le bacche immature e mettendole nel vino, ridotte in polvere.
Il carbone ottenuto da questa pianta è buono pella fabbricazione della polvere ardente.
Il nome di Rubus lo si vuole derivato da ruber - rosso - quale allusione alla tinta del frutto di molte specie appartenenti a questo genere.
Il seme matura in Agosto e Ottobre secondo l'anticipata o ritardata fioritura; la semina avviene in primavera e la germinazione o nel primo anno o nei successivi, mantenendo questo seme per lungo tempo la forza germinativa.

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Nome Botanico

Rubus Idaeus-Linn.

Nome Italiano

LAMPONE - LAMPIONE - AMPOMELLE - ROVO IDEO.

Nome Vernacolo

Frambula - Frambuèr - Framboler - Frambua - Bulighèr - Mulighèr - Mojèr - Murighe - Muje rosse - Murighe rosse - More rosse - Muje - Mojastre - Moe rosse - Muoer - Muoje - Mujes - Morer rosso - Moi ros - Smoi ros - Moèr - Mojes - Mujèr - Pomelèr.

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Questo frutice, varietà del Rubus fruticosus, di 1 a 2 metri d'altezza, trasportato dal monte Ida, si trova ora nelle radure dei boschi di montagna e nei luoghi sassosi e sterili di esposizione meriggiana di questa Provincia, sino all'elevatezza di metri 1500 dal mare e si propaga mediante semina ogni biennio mettendo rimessiticci.
Coi frutti, buoni a mangiarsi crudi, con o senza vino o con latte e zucchero, si preparano delle conserve eccellenti qui molto usate, delle confetture, marmellate, composte, gelati, ratafià, del vino, dello spirito e dell'aceto. Questo frutto che all'orso è un pasto gradito, per le oche è un vero veleno.
Le foglie vengono mangiate dalle pecore e dalle capre.
Per la semente vedi quanto s'è detto del Rubus fruticosus.
Ve ne sono molte altre varietà in questa Provincia, senza una particolare importanza, delle quali mi limiterò d'indicare i nomi delle principali, botanico e italiano, essendo i vernacoli eguali a quelli del Rubus fruticosus. 1)

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1) Rubus tomentosus-Willd. e Borkh. - ROVO TOMENTOSO - ROVO VELLUTATO.
Rubus hirtus-Waldst,Veihe,Nees - ROVO IRSUTO.
" saxatilis-Linn. - ROVO SASSATILE.
" caesius-Linn. - ROVO DI MACCHIA.

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Nome Botanico

Ruscus aculeatus-Linn.

Nome Italiano

PUNGITOPO - PUGNITOPO.

Nome Vernacolo

Rusta.

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Questo frutice che vive soltanto 5-6 anni, lo si trova al piedemonte della parte meridionale di questa Provincia sino all'elevatezza di 200 metri dal mare. Non serve che a far scope.
Ruscus o Bruscus, secondo alcuni, deriva dal celtico beus (bosso) per le foglie della forma del bosso; secondo altri dal latino rusticus (villano), cioè pianta rustica, perchè i contadini si servivano delle foglie del Ruscus aculeatus per coprire le vivande onde difenderle dai topi, o perchè cresce in luoghi selvaggi.
La radice è diuretica.