15.2.09

TECNOLOGIA BOTANICO-FORESTALE = LETTERA J

Nome Botanico

Jasminum officinale-Linn.

Nome Italiano

GELSOMINO — GELSOMINO BIANCO.

Nome Vernacolo

Gelsomin.

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Il gelsomino, che deriva da iasminn, nome dato dagli Arabi alla specie principale, si coltiva nei giardini di questa Provincia per solo ornamento sino all'elevatezza di 450 metri dal mare.
Questo frutice è rinomato per l'uso che se ne fa nelle officine delle profumerie per corrispondere alle fantasie delle telette.
Si moltiplica con margotte e con polloni radicali.


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Nome Botanico

Juglans nigra-Linn.

Nome Italiano

NOCE NERO.

Nome Vernacolo

Noghèra Inglese.

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Questa pianta non alligna qui che nel Comune di Alano di Piave, all'elevatezza dal mare di metri 280.
Il legno di color violetto, che, esposto all'aria, va facendosi nero, è compatto, pesante, duro e meno corruttibile che quello del Noce comune, ed è di più suscettibile d'un bel pulimento.
Dai suoi frutti si trae un olio che differisce pochissimo da quello del Noce comune.
I Virginiani preparano col mandorlo delle noci certo pane, che a loro è cibo gradito. E secondo Giovanni Carlo Siemoni operano così:
«Schiacciano minutamente le noci, e dopo averle gettate nell'acqua, separano i gusci e le altre parti legnose dalla mandorla, che precipita in fondo e che essiccata e ridotta in farina, serve a preparare una specie di pane.»
Il mallo somministra una tintura molto bruna, che ridotta solida ha spaccio in commercio.


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Nome Botanico

Juglans regia-Linn.

Nome Italiano

NOCE.

Nome Vernacolo

Noghèr - Noghèra - Nojara - Noèra - Cuciera - Cucier.

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Juglans da Jovis glans (ghianda di Giove, ghianda divina).
Questa pianta indigena dell'Asia centrale e minore, che cresce nelle foreste del Tibet a 2836 metri di elevatezza, secondo Plinio fu trasportata in Italia dalla Persia; e Varrone che nacque 116 anni prima dell'era volgare, ne parla come di pianta comune. È sparsa in tutta la nostra Provincia sino a 1100 metri sul livello dell'Adriatico; raggiunge col suo fusto l'altezza di 8 a 10 metri e un diametro alla base di 1 a 2 metri, preferendo un terreno calcareo, leggero e profondo e un'esposizione piuttosto a mezzodì e si propaga mediante semina e piantagione e giunge al massimo suo sviluppo in 100 anni, vivendone più che il doppio. Si narra che nel 1153 a Zamworth, nelle isole Britaniche, vi fosse un noce d'una grandezza considerevole con oltre 1000 anni d'età. Nel .Manuale d'Arte Forestale del comm. Siemoni, si legge che al momento della guerra di Crimea i soldati francesi osservarono a Balaklava un noce enorme che dava ogni anho una raccolta di cento mila noci le quali venivano divise in 5 famiglie.
Il legno duro, forte, elastico, a vena dritta e di un colore bruno variato, viene adoperato dal falegname, dal carpentiere, dallo stipettajo, dal tornitore, dall'ebanista, dall'armajolo, dal carrozzajo, prestandosi esso nella confezione di qualsiasi sorta di suppellettili, vuoi per la bellezza delle sue macchie, vuoi per la bella politura di cui è suscettivo. Nelle costruzioni navali lo si adopera per maschette di scala e quadri di poppa. Anche la radice dà un bel legno, del quale si fa uso per diversi mobili di lusso. La Provincia di Belluno utilizza annualmente circa 1200 metri cubi di questo legname da lavoro per l'importo di Lire 100,000.
La scorza delle radici, dei rami e il mallo fresco tingono i tessuti ed i legnami bianchi in bruno.
Le foglie colla decozione danno un liquido che è atto a distruggere i cimici e ad allontanare per un giorno le mosche dai cavalli che ne venissero bagnati.
Le gemme in primavera seccate possono servire di aroma nei cibi.
Il frutto, di cui in questa Provincia si fa commercio, si manda fresco e secco e con esso preparansi confetture; torchiato dà un olio che serve negli usi domestici, nei lumi e come condimento. Del pastume che rimane (pinzata) ridotto in formelle, cibasi la povera gente. Lo adopera il tessitore come la bozzima per fregare la tela in opera, onde rammorbidarla.
Il frutto immaturo posto nell'acquavite con alcuni ingredienti dà una conserva stomatica, ed il mallo puro nel tempo in cui è pregno d'umore, posto in questo liquore, lo rende amarissimo e salutare.
Rozier insegna che per averne un rosolio si prendono delle noci verdi con tutta la loro pellicola, si accasciano un poco e poi si mettono in un boccale di buona acquavite; dopo 3 settimane si travasa il liquore e s'aggiunge lo zucchero. Con noci intere, spogliate del mallo s'imbeccano oche e polli d'India perchè ingrassino.
Il mallo e le foglie contengono molto tannino e un principio resinoide acre ed amaro, la juglandina; hanno quindi azione astringente e tonico stimolante.
L'odore grato degli organi nutritivi e riproduttivi di questo albero, cagiona sopore e cefalee a chi ne risenta lungamente l'influenza. Da ciò il detto:
«L'ombra di noce nuoce».
Il seme matura in Settembre ed Ottobre; la semina si fa ancora nell'autunno, o nella prossima primavera, coprendo le noci con 5-6 centimetri di terra. Le noci seminate in autunno germinano nella p.v. primavera e quelle seminate in primavera dopo 60-70 giorni.
Il carbone rispetto alla qualità tiene una via media tra quello dell'ontano e quello della betula.
Il peso d'un decimetro cubico di legno fresco è di chilogrammi 1,106, secco 0,659.
La forza calorifera ragguagliata su 100, è pel legno 66, pel carbone 71.


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Nome Botanico

Juglans regia (variab.) - Nux juglans fructu maximo-Mich. et Bauh.

Nome Italiano

NOCE REALE.

Nome Vernacolo

Noghèr da malutòi - Noghèra da malutòi - Noghèr mestego - Noghèr da cuciòi - Cucièr - Cucionèr - Cucionèra.

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Questa pianta di maggiori dimensioni della JUGLANS REGIA-Linn., della quale n'è una varietà, produce noci della grandezza d'un uovo di gallina e la si trova nei fondi a coltura agraria delle vallate Bellunese e Feltrina, sino all'elevatezza dal mare di 350 metri. Mi ricordo però d'averne vedute due nell'anno 1830 a Perarolo sulla falda tra le abitazioni di Lazzaris e Moretta, all'altezza dall'Adriatico di 530 metri, che avevano grossissimi fusti e che davano frutti. Un' altra varietà è il Nux juglans fructu fragili - NOCI STIACCIAMENE o PREMICI (Micheli), che si trovano specialmente nella vallata Feltrina, in Arson, all'elevatezza dal mare di circa 450 metri, le quali noci hanno il guscio tanto tenero, che vengono con tutta facilità infilzate con ago e filo, e così poste in vendita. Vedi per la semente quanto si è detto per il Noce.


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Nome Botanico

Juniperus communis-Linn. - Juniperus vulgaris-Segu.

Nome Italiano

GINEPRO — GINEPRO COMUNE.

Nome Vernacolo

Denèora - Denèor - Denèpre - Denèver - Denèvre - Deniòre - Degnòre - Darnevol - Denègol - Genèver - Genèvre - Geniòr - Zenèor - Zenevra - Zenèure - Busicio - Rusta - Rustega.

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Juniperus, parola celtica che significa aspro, alludendo alle foglie pungenti.
Questa pianta che cresce specialmente nell'esposizione meridiana dei luoghi incolti, aridi e nelle radure dei boschi di tutta questa Provincia sino all'elevatezza di 1800 metri circa dal mare Adriatico, si propaga mediante semina e raggiunge l'altezza di 3 a 4 metri e un diametro alla base di centimetri 15 a 20 ed il massimo suo sviluppo in 50 a 60 anni vivendone 100 e più.
Il legno odoroso, d'un colore giallognolo, compatto, tenace, leggiero, a fibra fina e lunga, pella sua durezza e per non essere attaccato dagl'insetti, si presta per bene in lavori da tornitore, da stipettajo, anche se esposto alle intemperie. È adatto per fasciame nelle costruzioni sotto acqua, per siepi a secco. Nella Slavonia con questo legno fanno delle pipe che ritengono salutari.
Colle foglie miste alle bacche gl'infermieri dell'ospitale di Monaco preparano certo tabacco da naso, che usavano ritenendolo un preservativo dalle malattie contagiose.
Colle bacche si preparano acquavite e spiriti, e vengono usate per la conserva delle carni ed anche per suffumigi, i quali non fanno altro che mascherare coll'odore l'aria cattiva senza correggerla.
I Vogesí colla decozione ricavano una bevanda ritenuta anti-isterica, giovando alle vie digestive e al sistema intestinale.
Si ottiene inoltre il ratafià di ginepro, mettendo in infusione 4 1itri d'acquavite, 250 grammi di bacche, con coriandoli, canella goa, garofani (grammi 8 di ciascuno) ed un chilogrammo di zucchero o metà di sciroppo di zucchero.
Di più, il licore genovrette, mettendo in infusione a fermentare 78 litri di bacche con tre manipoli d'assenzio in 97 litri d'acqua, tenendo il vaso per un mese in luogo fresco, poscia decantando e mettendo la bevanda così ottenuta in bottiglie, la quale dopo 2 o 3 anni dicesi sia sanissima e rinforzante.
I Lapponesi bevono l'infusione ottenuta come pel the e gli inglesi preparano il Gin.- Edmondo De Amicis, nel suo viaggio in Olanda, ricorda il liquore Schiedam, estratto dal Ginepro, così chiamato dalla città Schiedam, a poche miglia da Roterdam dove sussistono in attività di lavoro più di 200 fabbriche.
Per dare un'idea di quest'industria, basti il dire che, a Schiedam, colla feccia delle materie distillate ai nutrono anno per anno 30 mila bestie suine.
Queste bacche vengono mangiate dai tordi e da altri uccelli; contengono una sostanza resinosa, dello zucchero e specialmente l'olio volatile che loro comunica l'odore e il sapore aromatico-balsamico e l'efficace proprietà diuretica.
Il seme matura in 2 anni, restando poscia ancora attaccato sino alla fioritura dell'anno successivo; seminato in autunno, coperto con 2-3 centim. di terra, germina nella prossima o nella seconda primavera.
La resina che aderisce al libro è una specie di sandracca che viene raccolta nelle contrade meridionali.
Il peso specifico d'un decimetro cubo del legno secco è di chilogrammi 0,566.


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Nome Botanico

Juniperus nana-Linn.

Nome Italiano

GINEPRO NANO.

Nome Vernacolo

Denèver montàn - Denèver de mont - Denèver - Denèora - Zenèor - Denèor - Danèver - Genèver - Denèpre - Denèure - Genèure - Deniòre - Degnòr - Zanèvra - Zenèure - Geniòr - Rustega - Busicio — Rusta - Darnègol - Degnòre mat.

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Questa pianta, che è una varietà. del Juniperus commuis, cresce qui da noi in forma di cespuglio, estendendo i suoi rami rasenti il suolo, lunghi 1 a 2 metri. Cresce all'elevatezza fra i 1000 e 2000 metri dal mare e preferisce un terreno calcareo-argilloso, sassoso ed un'esposizione assolata. Si propaga mediante semina e giunge al massimo suo sviluppo in 20 a 30 anni, vivendone 40 a 50 circa.
Il legno viene qui adoperato per combustibile, e quando questa pianta raggiunge qualche grossezza somministra i prodotti del Ginepro comune.
Un decimetro cubico di legno secco pesa chilogrammi 0,614.


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Nome Botanico

Juniperus Sabina-Linn.

Nome Italiano

SABINA — GINEPRO SABINA.

Nome Vernacolo

Sabina - Savina - Dassa-sabina.

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Questa pianta che copre estese falde nei territorio di Rocca d'Agordo e di Alleghe in questa Provincia e che diede il nome di Saviner a due villaggi sottoposti a' boschi di tale essenza nei due Comuni sunnominati, si trova anche a macchie sui monti di S. Tommaso e di Selva di Cadore sino all'elevatezza di 1600 metri dal mare Adriatico.
Strisciando quasi sempre sul terreno raggiunge una lunghezza di 2 a 3 metri e un diametro al ceppo di 10 a 15 centimetri; preferisce un terreno calcareo sassoso e un'esposizione assolata. Si propaga mediante semina, margotti e giunge al massimo suo sviluppo in 30 a 40 anni, vivendone 60 e più.
Il legno parte giallognolo e parte chermisino, compatto, tenace, duro, di fibra lunga, lo adopera lo stipettajo e serve in caso di bisogno per combustibile, malgrado l'odore ributtante che esala.
I ramoscelli fogliosi coinvolti fra i panni allontanano o fanno morire i cimici e le tignole e contengono un olio essenziale di sapore acre ed amaro e di odore aromatico resinoso assai penetrante; in infusione giovano esternamente come valido stimolante e cos'è pure a far cadere le verruche (porri) e ad uccidere alcuni parassiti. All'interno agiscono prevalentemente sull'utero, stimolandone le contrazioni (nei parti laboriosi) e promovendone le mestruazioni. Somministrati a dosi improprie producono fenomeni di avvelenamento e l'aborto. Secondo F. L. Krebs la prima ad esperimentarne l'azione sarebbe stata una certa Sabina d'onde derivò il nome a questa pianta.
Le bacche sono pure utili nella medicina e nella veterinaria.
Per la semente vedi quanto s'è detto del Juniperus communis.


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Nome Botanico

Juniperus virginiana-Linn.

Nome Italiano

GINEPRO DELLA VIRGINIA — CEDRO ROSSO.

Nome Vernacolo

Ginepro della Virginia.

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Questa pianta coltivata per solo ornamento si trova qui nei giardini delle vallate Bellunese e Feltrina, non oltrepassanti l'altezza di 400 metri dal mare.
Nella Virginia, nella Carolina, sulle sponde del lago Champlain, nei bacini del Missurì, del Mississipì e lungo la costa del Messico raggiunge 1'altezza di 20 metri. Fu introdotta in Francia nel 1738 dall'Ammiraglio La Galissoniere.
Il legno, le foglie e le bacche danno collo sfregamento un gratissimo odore, e il primo viene negli Stati Uniti adoperato nei fabbricati di terra e di mare e pella costruzione dei mobili. L'odore di questo legno allontana gl'insetti.