27.2.09

PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI PIETRO SORAVIA


Viene pubblicato, nei 26 Post che seguono, un manuale scritto nel 1877 da Pietro Soravia, Ispettore Forestale a Belluno.
Egli nacque a Perarolo di Cadore nel 1822. Essendo Perarolo il più giovane dei comuni cadorini, molte famiglie vi si trasferirono per la sua fiorente industria del legname dai paesi vicini, come i Zangrando (Vodo), De Zordo e Zandanel (Cibiana). I Soravia suppongo venissero da Venas, ma non mi risultano legami di parentela di Pietro Soravia con la mia famiglia.
Certamente Pietro sviluppò fin da piccolo la passione per la botanica: egli riporta infatti un ricordo del 1830 (quindi di quando aveva 8 anni), nel descrivere due noci reali esistenti a Perarolo (Vedi alla voce: Juglans regia (variab.) - NOCE REALE)
Nel 1841, a diciannove anni, Soravia entra nell'Amministrazione Forestale (Lombardo Veneto) e nel 1867 (Regno d'Italia) viene nominato capo dell'Ispettorato Forestale di Belluno. Andò a riposo nel 1893, dopo 52 anni di servizio. Morì a Belluno nel 1897.
(Il mio amico e compaesano prof. Alberto Toscani, possidente e appassionato boschivo, mi ha integrato alcune informazioni su Pietro Soravia, che sintetizzo: Soravia si era diplomato in una scuola forestale in Austria (Accademia Forestale di Mariabrunn -
Forstakademie Mariabrunn) ed aveva raggiunto il grado di Ispettore già sotto l'amministrazione austriaca; fu considerato un'autorità in campo forestale a livello nazionale italiano; propugnò nuovi sistemi di gestione forestale, scontrandosi però con altre scuole di pensiero italiane.)
Pubblicò:
- Tecnologia botanico-forestale della provincia di Belluno* (1877, Tipografia di G. Deliberali - Belluno) opera che viene qui riproposta
- Gli uccelli della provincia di Belluno* (1888)
- Descrizione delle risine e palorci della provincia di Belluno** (1885)
- Vari articoli sul settimanale "Rivista Cadorina"* (1874-75)
- Progetto di regolamento di polizia forestale e del personale forestale di custodia della provincia di Belluno (1878)
- Tariffa dei legnami (1879)

Sul Bollettino del Club Alpino Italiano del 1876 è segnalata una sua "Ascensione dell'Antelao". Un accenno a questa scalata si trova nella descrizione della Dryas octopetala. (Vedi)

Onorificenze:
- Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia (1893)
- Premiato con medaglia d'oro a Ferrara per collezioni xilologiche (1875)


A Pietro Soravia è stato dedicato un articolo della rivista "Dolomiti" a firma di Carlo Argenti (agosto 1987) con biografia, dove sono state attinte parte delle notizie di cui sopra. Dello stesso anno è un "Reprint" della "Tecnologia Botanico-Forestale" a cura dell'Istituto Bellunese di Ricerche Sociali e Culturali.

Ritengo la "Tecnologia botanico-forestale della provincia di Belluno", manuale sulle specie legnose della provincia di Belluno, interessante per l'indicazione di un gran numero di varianti dei nomi dialettali delle piante accanto a quelli scientifici e italiani, per le numerose radici celtiche individuate nei nomi, per la descrizione dell'utilizzo che allora si faceva di ogni parte della pianta, per le notizie riguardanti il suo periodo di sviluppo e di vita, dimensioni, terreno, esposizione confacente, altitudine, ecc.

Desidero ringraziare la Biblioteca Storica Cadorina di Vigo per avermi prestato assistenza nella ricerca delle fonti e delle notizie. Le pubblicazioni sopra contrassegnate con un asterisco si trovano presso detta Biblioteca.

** Per la pubblicazione sulle risine, essa è scaricabile alla voce RISINA su questo mio Blog:


http://archivioladin-venas.blogspot.it/2007/09/glossario-italiano-ladino-venas-p-q-r_03.html



Venas di Valle di Cadore (Belluno), Febbraio 2009
Giancarlo Soravia



NOTA - Le voci sono state riportate il più fedelmente possibile all'originale, compatibilmente con i ridotti (in tutti i sensi) mezzi a disposizione di un Blog e di un blogghista. Si noti come nel testo, ottocentesco, appaiano espressioni non più in uso, sia come parole che come grafia, es. elevatezza=altitudine, istrumenti=strumenti, pella=per la, carbonajo=carbonaio; oppure parole dimenticate, o di significato diverso, come: ranno=miscuglio di cenere e acqua bollente; ratafià=liquore prodotto con frutta fresca, alcol e zucchero; fluitato (legno)=l'autore intende il legno immerso a lungo nell'acqua (a seguito della fluitazione nei fiumi), per comparare il suo grado di energia termica (egli la chiama forza calorifera), sempre inferiore rispetto al legno non fluitato; oggi si intende il legno immerso nell'acqua e poi essicato a lungo così da renderlo praticamente imputrescibile per l'eliminazione della linfa. Le parole vengono comunque sempre riportate come dall'originale.
In APPENDICE vi è l'elenco alfabetico dei nomi dialettali delle piante contenuti nel libro. (Ho poi aggiunto una II^ APPENDICE, elenco alfabetico secondo i nomi italiani). Leggere le relative Note introduttive.

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